Meritocrazia: la parola che deve sparire dal vocabolario libertario

Soprattutto in Italia, tanti liberali e libertari, che non hanno esplorato abbastanza l’abisso, usano con fervore e orgoglio la parola meritocrazia.

“ah! Io sono meritocratico”

“ah! Ci vuole più meritocrazia”

E via dicendo.

Meritocrazia però è un termine di propaganda statalista.
Il merito infatti è un giudizio soggettivo. Non esiste una scala di merito universale. Ognuno di noi ha una visione diversa di cosa è meritevole e cosa non lo è.
La meritocrazia si basa sul fatto che esista una scala di merito universale. E chi la decide? Lo Stato ovviamente!
Lo Stato decide se sei meritevole di lavorare, di studiare. Alcuni arrivano addirittura a pensare che si debba decidere chi è meritevole di accedere alla sanità oppure no. Sicuramente non devo mettermi a spiegare a chi si definisce liberale perché ciò è male.

Anche se caratterialmente è purtroppo vero che ai liberali Italiani piace masturbarsi su quanto si siano meritati questo o quella forma di benessere materiale o sociale di cui dispongono, ciò non ha niente a che fare con la libertà e né rende desiderabile la meritocrazia.

La libertà infatti non ha niente a che fare con la mericrazia. Nella libertà si è giudicati meritevoli dall’altro al fine di intraprendere un rapporto diretto, ma se esistesse una terza persona che decide del merito di un rapporto si vivrebbe in regime meritocratico. E siccome noi viviamo già in questo regime, essendo che la terza persona si chiama Stato decide cosa meritiamo cosa no, ed essendo lo Stato il contrario della libertà, la meritocrazia è il contrario della libertà.

Poi se ai liberali non piace personalmente come lo Stato giudica il merito può anche andare bene, ma non facciano confusione tra il loro giudizio personale e l’ipotetica istituzione di un regime che di fatto è già in essere.

 

 

 

 

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