Perché chi ama il libero mercato dovrebbe amare la net neutrality

Da quando Trump ha piazzato Ajit Pai come capoccia della FCC (l’istituzione americana che si occupa di telecomunicazione), sono riprese le discussioni riguardanti la net neutrality. O meglio, non parlerei tanto di discussione in quanto chi capisce il valore della net neutrality è stanco di combattere per la libertà di internet, libertà costantemente sotto attacco su tutti i fronti, mentre chi sulla distruzione di questo strumento ci mangia si sfrega le mani.

Akit Pai, l’uomo incaricato di distruggere internet così i CEO degli ISP Americani possono comprarsi l’aereo nuovo

Nel mezzo ci sono diversi amanti del libero mercato, specialmente libertari, che invece di sostenere la net neutrality preferiscono sostenere l’abolizione della net neutrality e, con essa, la morte dell’internet come la conosciamo e la sostituzione con una specie di “tv via cavo”, in mano alle solite iene internazionali.

Mi spiace molto vedere che alcuni libertari sono spesso molto confusi riguardo all’internet. Non dovrebbero esserselo perché, se non fosse per internet, le loro idee non si sarebbero mai diffuse e probabilmente non li avrebbero mai raggiunti.

Infatti molte idee libertarie si stanno espandendo e rinvigorendo proprio perché su internet c’è un libero mercato delle informazioni. Sono passati i tempi in cui i libertari si conoscevano tutti tra di loro, e si incontravano annualmente in buie e malfamate birrerie austriache per scambiarsi le ultime elaborazioni in campo economico, filosofico e politico.
Sono passati i tempi di editori sconosciuti, con i libri che raggiungevano tre librerie, e i giornali acquistabili solo su abbonamento.
Oggi invece se hai una buona idea, la metti su internet, e potrà essere raggiunta e diffusa con molta più facilità rispetto al passato. Per questo molte idee libertarie vincono. E i libertari dovrebbero quindi imparare a conoscere bene internet e portargli rispetto, per una mera questione di gratitudine.

Ma perché internet funziona bene nel diffondere le informazioni? Questo è possibile perché internet ha una enorme imparzialità di fondo.
Questo è possibile grazie ad una serie di regole che possiamo riassumere nel concetto di net neutrality. La net neutrality dice sostanzialmente che il collegamento ad internet deve essere imparziale. Poi quello che ci fai son affari tuoi.
Chi fornisce il collegamento ad internet, grazie alle regole della net neutrality, non può cambiare la velocità a cui ti colleghi ai vari siti.

Questo vuol dire che su internet ogni sito è uguale all’altro, e dipende dall’autore farlo valere, tecnicamente e a livello di contenuti.
Questo crea una sorta di libero mercato, a cui tutti hanno accesso, a basso costo, quasi non regolato (ma purtroppo sempre di più). Alla fine l’utente ha una scelta molto maggiore. Anche le più infime nicchie vedono i loro bisogni di informazione soddisfatte: dopotutto i bit sono quasi gratis.
Su quel quasi gratis torneremo a breve, perché adesso devo comunicarvi una cosa terribile. Non penso che tutti i libertari siano informati a riguardo della net neutrality, ma alcuni lo sono, e purtroppo non la sostengono, con argomenti che personalmente ritengo molto deboli.

Come ben sapete per collegarvi ad internet dovete pagare gli internet service provider (ISP). E per la legge della net neutrality, gli ISP devono essere imparziali nel fornirvi la connessione. I libertari non sono d’accordo con questa imposta imparzialità.
In particolare alcuni libertari lamentano che gli ISP dovrebbero essere liberi di decidere come fornire la connessione ad internet. Se questo dovesse succedere le conseguenze sarebbero nefaste.

Oggi, grazie alla net neutrality, se io mi collego a google.it, cnn.com, ventunesimo.com o gattitedeschivolanti.it, la connessione avrà sempre la migliore qualità offerta dalle condizioni tecniche della rete.
Certi libertari invece vorrebbero che gli ISP possano essere autorizzati a vendervi la connessione ad internet con molte limitazioni. Ne descrivo alcune possibili:

  • l’ISP potrebbe fare che la connessione ai siti partner dell’ISP costano 59 euro, e se poi uno vuole collegarsi ad altri siti deve pagarne altri 20 extra, magari a seconda della tipologia di sito
  • O magari gli ISP potrebbero decidere che la connessione ai loro siti partner andrà alla velocità massima, mentre quella ai siti degli altri andrà a velocità ridotta
  • gli ISP potrebbero fare che il negozio online di una multinazionale sia affiliato all’ISP, e che quindi vada velocissimo, mentre quello dei suoi rivali diventi molto lento, e non raggiungibile nei periodi in cui si fanno maggiori acquisti

Questi sono solo tre esempi, dell’infinità di porcate possibili senza net neutrality.
In pratica senza net neutrality solo chi ha i soldi potrebbe fare siti effettivamente funzionanti. Chi non li ha si attacca. Alla faccia della libertà!

L’internet come è adesso, e l’internet come potrebbe essere. Oggi puoi accedere a tutti i siti. Senza net neutrality invece internet sarebbe censurata dai più ricchi.

Tuttavia in un’ottica di libertà economica, effettivamente, gli ISP dovrebbero essere liberi di poter fornire i servizi come dicono loro: dopotutto sono loro i proprietari dell’azienda, e se il servizio non ci garba, possiamo benissimo non comprarlo.

Questo sarebbe vero, se non fosse che gli ISP operano ed opereranno sempre, salvo salti carpiati tecnologici, in un regime di quasi monopolio. Avete presente più sopra che ho scritto che i bit sono quasi gratis? Quel “quasi” è essenziale. Per avere internet bisogna buttar giù i cavi, e i cavi costano. Portare internet nelle case della gente richiede attraversare territori appartenenti a istituzioni, persone, associazioni. Vuol dire mettere d’accordo una valanga di gente. Se in teoria ciò è fattibile da un privato, in pratica non lo è. Inoltre c’è proprio un problema di spazio fisico, perché i cavi non si possono portare ovunque e prima o poi lo spazio per i cavi “finisce” (finisce anche nel senso che i costi per continuare a cablare aumentano).
Insomma, in teoria si può fare, in pratica non si può fare. Certo, si possono mandare satelliti in orbita, ma anche qui i costi sono un po’ altini.
Quello che ci resta è il mix che abbiamo oggi: tanti cavi ce li mette lo Stato, e pochi altri i privati.
A questo punto mi sembra giusto che sia lo Stato a dettare le regole, e che quindi preferisca la neutralità: ci girano le palle infatti quando lo Stato, tramite albi, leggine, ecc vieta alla gente di partecipare al mercato, per una volta che fa solo da arbitro, dovremmo essere felici!

Anche se fino adesso sono stato molto convincente (e modesto), c’è un ulteriore altra questione da risolvere. Dopotutto chi lo dice che dobbiamo avere per forza internet? Siamo stati praticamente tutta la nostra storia senza internet, chi lo dice che il mondo così è migliore? Magari se non ci fosse stato internet, adesso avremmo avuto una tecnologia ancor più spettacolare.
Questo potrebbe essere vero. Ma visto che il destino ce lo ha concesso, e visto l’apporto positivo che sta avendo sul mondo e sulla libertà, sarebbe poco pratico rinunciarvi.

Internet è una cosa importante.
Internet non è come la tv, non è come la radio, non è come la carta stampata. Internet è una tecnologia molto potente, e le tecnologie sono strumenti di libertà. Privarne le persone normali potrebbe essere libertario, formalmente, ma avrebbe conseguenze dispotiche praticamente.
Insomma bisogna abbandonare le teorie e tornare alla imperfetta realtà. Sì, teoricamente internet non è essenziale, ma praticamente, per quel che sappiamo, è così utile che io, e spero molti altri, giudicheranno che vale la pena rischiare di perdere un ipotetica cosa migliore per la certezza della cosa buona che abbiamo adesso.

Sulla questione net neutrality, come su molte altre, certi libertari dovrebbero chiedersi se preferiscono la libertà assoluta ma formale o una maggior libertà nella pratica e reale vita di tutti i giorni.

Purtroppo internet è in costante pericolo, e non ha bisogno di gente che sostiene coloro i quali la vogliono distruggere.
Abbiamo vecchi di 80 anni che si prendono la briga di fare le “carte dei diritti dell’internet”, e simil cretinate, dove impongono l’obbligo di abbracciarci tutti e volerci bene. Abbiamo l’UE che ci costringe a mettere gli avvisi per i cookie, che non risolvono nemmeno il “problema” che avrebbero dovuto risolvere, e serve solo per disturbare la nascita di nuovi siti. Senza contare che i burocrati UE stanno preparando tante nuove regolette.
Internet sta andando benissimo proprio perché gli Stati se ne sono tenuti fuori, e si sono limitati a garantire che tutti potessero parteciparvi. Alcuni problemi, tipo lo SPAM, sono stati risolti di fatto dalle persone, non dallo Stato. Stessa cosa le tecnologie: tutte le tecnologie internet sono derivate dalla scelta degli individui. Nessuno proibisce alle persone di inventare tecnologie completamente nuove, e magari abolire i browser o il concetto di sito.

Non facciamoci ingannare!
Le persone che sono contro la net neutrality sono le stesse persone che vogliono vietarvi di dire come la pensate, perché non siete politicamente corretti o perché alcuni si sentono feriti dalle vostre parole.

Chiudo con un confronto.

  • L’Europa ha la net neutrality (anche se sta purtroppo facendo enormi passi indietro). Ha però molti paesi cui polizie si impegnano attivamente ad arrestare e rovinare la vita a chi esprime il proprio pensiero su internet, quando è fatto in modi che gli Stati, e suoi diretti associati, non gradiscono.
  • Gli USA invece hanno il primo emendamento che li protegge abbastanza bene, e di fatto sono liberi di esprimersi come meglio gli pare: ma considerando che Trump ha messo all’FCC (l’agenzia che si occupa di regolare le comunicazioni), Ajit Pai, un tizio che è contrario alla net neutrality, questa libertà di esprimesi morirà in territorio americano. Con molta più violenza che in Europa.
  • Non entro nel merito dell’internet in posti come l’Australia, la Cina e via dicendo, che ci sarebbe solo da farsi grasse risate (nel senso di pianti).

Insomma nessun paese nel mondo gode di un’internet libera. Ma state tranquilli che le cose possono solo peggiorare.

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